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IN POLITICA TROPPO SPESSO MODERATI=VENDUTI

Se essere moderati significasse solo rifiutare toni e comportamenti violenti, forse potrei anche apprezzare. Il problema è che per gente come Berlusconi, Gelmini, Brunetta, essere moderati significa non prendere posizioni nette per potersi vendere politicamente al miglior offerente, dimenticandosi delle promesse fatte agli elettori e degli accordi fatti con gli alleati.

RISULTATI DEI BALLOTTAGGI

 

Si sa che non mi piacciono le alleanze con certi partitacci, comunque questo è il mio pensiero sui risultati dei ballottaggi:

Il cosiddetto centro-destra (SENZA gli Alfaniani) vince alla grande nonostante Berlusconi, che a parte qualche stronzata detta in interviste è rimasto lontano dai comizi. Non dimentichiamo che Berlusconi non perde occasione per dichiarare il suo favore nei confronti degli euro burocrati, continua a parlare di moderati condannando un presunto populismo, sogna una legge elettorale che gli consenta di tenere le mani libere per poter tradire nuovamente e governare con Renzi, o con qualche premier imposto da Bruxelles. Il PD prende una batosta grazie all’insopportabile Renzi ed alle sue proposte solo a favore di banche e immigrati. Delusione per Padova, ma forse ri-allearsi con chi aveva tradito non ha portato bene. Successo di Matteo Salvini che si è speso tantissimo, andando anche nei comuni più piccoli per dare forza ai candidati.

CONGRESSO LEGA NORD

Confesso che avevo intenzione di non andare a votare alle primarie pre-congressuali della Lega Nord, non per colpa dei candidati ma di chi l’ha buttata in vacca con attacchi pesanti e prese in giro, sia contro il Nostro Segretario Federale che contro un Nostro Assessore Regionale. Ho scelto di votare per chi gode della mia stima personale, può garantire un futuro al movimento, anche in base ai nomi nella sua lista d’appoggio, ma non voglio dare la soddisfazione di scatenarsi contro di me a nessuna fazione. Per quanto riguarda il futuro deciderò in base allo statuto che uscirà dal congresso ed alla sua applicazione, anche perché sto combattendo una battaglia personale contro un nemico molto più ostico dei politici, che per fortuna sembra possibile rendere inoffensivo.

“REPORT” TENTA D’INFANGARE LA LEGA NORD

Ieri sera a Report hanno tentato d’infangare Matteo Salvini e la Lega Nord, perché alcune ASL lombarde hanno affidato la gestione di siti e servizi internet ad una società gestita da un leghista che lavora bene ed applica prezzi di mercato, il tutto a norma di legge. Forse i sinistri di Rai3 avrebbero preferito esempi come il sito www.italia.it, lanciato dall’allora ministro Rutelli, per il quale furono stanziati 45 milioni di € per avere un prodotto scarsissimo.

CROLLO CAVALCAVIA SULLA SS36 MILANO-LECCO

Secondo l’ANAS il cantoniere addetto alla sorveglianza del tratto della SS36 Milano-Lecco si era accorto già alle 14 del distacco di calcinacci dal ponte. Nonostante il grave pericolo e i solleciti, alle 17.20 il tratto di strada non era ancora stato chiuso ed è avvenuto il crollo con relativo disastro (Leggi qui la notizia). Purtroppo l’appuntamento con la morte poteva essere annullato, ma la burocrazia ha fatto sì che venisse rispettato.

In Padania molte istituzioni preferiscono investire in veicoli e strumenti da fornire alle polizie locali, per tendere meglio le imboscate agli automobilisti, sperando in errori o distrazioni per tartassarli all’inverosimile. Se si facesse la vera prevenzione certi incidenti e disastri forse non accadrebbero, ma ormai anche per molti “nostri” amministratori siamo diventati polli da spennare.

RENZI VUOLE IL CENTRALISMO PEGGIORE

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Un Presidente serio direbbe che ogni regione ha bisogni diversi e specifici, in base alle proprie caratteristiche geografiche ed economiche, quindi vanno bene regole ad hoc purché vengano applicate. Per quanto riguarda materie come la sanità, basterebbe prendere i modelli e i costi standard delle regioni virtuose come la Lombardia e il Veneto (già previsti in uno dei decreti attuativi del federalismo fiscale approvati qualche anno fa), non creare un minestrone rancido. Appunto… noi un Presidente così non l’abbiamo.

FACCIAMO DUE CONTI SUL QUESITO REFERENDARIO

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Questo è il testo del quesito referendario con il quale ci chiederanno di confermare o bocciare la riforma costituzionale:

«Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?»

Ad una prima lettura sembra una cosa molto positiva, perché nel momento in cui la stragrande maggioranza dei cittadini vede come fumo negli occhi i costi della politica, puntare metà del quesito sulla loro riduzione è una scelta propagandistica efficace.

Entrando nel dettaglio io, che non sono un costituzionalista e nemmeno un economista, noto alcune cose:

Il Senato non viene abolito ma vengono sostituiti i suoi membri, ed anche se non avrà più una funzione paritaria con la Camera dei Deputati potrà incidere sull’approvazione delle leggi, impedendo di fatto un iter totalmente semplificato.

La riduzione del numero dei parlamentari è la sostituzione degli attuali senatori eletti, con rappresentanti delle istituzioni locali e altri membri nominati. In pratica si risparmierà una buona parte delle loro attuali indennità e poco più. Tutto l’attuale Senato nel 2015 è costato 540 milioni di euro. E’ la cifra riportata nel bilancio di previsione di Palazzo Madama. La spesa più alta riguarda i 227 milioni per vitalizi e pensioni. Altri 207 se ne vanno per indennità e stipendi. Il personale, tra eletti e dipendenti, assorbe l’80 per cento dei costi. (Fonte Il Fatto Quotidiano).

Il contenimento dei costi del funzionamento delle istituzioni non si sa cosa sia, ma volendo dargli un valore molto generoso ipotizzo che sia un’altra volta l’equivalente di tutto il costo del Senato: 540 milioni di euro.

L’abolizione del CNEL porterebbe ad un risparmio di 20 milioni di euro all’anno (Fonte Il Sole 24 ore).
Tirando le somme la presunta riduzione dei costi della politica potrebbe essere di 1 miliardo e 100 milioni di euro. Suddividendo questa somma sui 60 milioni di cittadini significherebbe un risparmio di 18,33 euro annui per ognuno di noi. Tutto ciò a che prezzo? Al prezzo di subire una riforma del titolo V della costituzione, peraltro approvato dal centro sinistra, che prevedeva un reale Senato Federale composto da autorevoli rappresentanti delle regioni. Oltre a questo entrerebbero in vigore una serie di provvedimenti tesi a togliere poteri a tutti gli enti locali e di fatto penalizzando i più virtuosi in materie come la sanità.
Qualcuno più addentro in materie tecniche potrebbe contestare quanto ho scritto, ma anche triplicando o quadruplicando l’importo del risparmio la sostanza per noi cittadini non cambierebbe, soprattutto se pensiamo che ogni  lombardo paga ogni anno Roma circa 6000€ in più di quelli che tornano sotto forma di servizi o trasferimenti (residuo fiscale). 

IMMIGRATO UCCISO A FERMO: SI ATTIVA L’ANTIRAZZISMO DISCRIMINANTE

Renzi Fermo

 

Fermo – Il giorno dopo un brutto fatto di cronaca nel quale ha perso la vita un uomo nigeriano, senza conoscere l’esatta dinamica dei fatti, si sono attivati ministri e presidenza della repubblica per garantire tutto il sostegno ai famigliari, compresa la priorità nelle pratiche burocratiche. Sembra impossibile che in altri casi ci sia l’assoluto silenzio delle istituzioni e, quando ci sono responsabilità dello stato, le famiglie debbano passare costose e umilianti trafile legali.

I sinistri stanno rivolgendo pesantissime accuse a noi leghisti, e pretendono condanne più nette di quelle che molti di noi (Salvini in testa) hanno già espresso nei confronti del responsabile. Gli stessi sinistri ogni volta che c’è da approvare un provvedimento svuota carceri o un indulto, (anche per gli assassini) stanno dalla parte di Caino e se ne fregano dei famigliari delle vittime, di qualunque nazionalità essi siano.

Oggi al funerale del giovane, oltre a Laura Boldrini e Maria Elena Boschi, parteciperanno anche gli “antirazzisti” dei centri sociali, quelli che vengono a prenderti a pugni ad un gazebo se stai diffondendo un programma politico di colore diverso dal rosso comunista, minacciano operai che realizzano opere sgradite (TAV), usano bombe carta e bulloni contro le forze dell’ordine, esultano quando muore un israeliano e sognano la cancellazione di Israele dalle carte geografiche, pensano che sia giusto usare la violenza contro chi viene considerato un provocatore o un simbolo da eliminare.

A proposito, qualcuno sa dove si può firmare per far ottenere benefici e aiuti alla famiglia del 19enne americano derubato, ucciso e buttato nel Tevere? Come dite? Siccome non era un “prodotto” spendibile dall’industria della carità, il sospettato non è riconducibile all’estrema destra, non interessa a nessuno e Alfano non ha chiesto aggravanti. Lo immaginavo. R.i.p.