NO ALLA CITTADINANZA FACILE

Ogni tanto qualcuno parla di voler concedere la cittadinanza italiana agli immigrati dopo solo 5 anni. Io voglio mettere in evidenza un paio di aspetti che dimostrano quanto sia sbagliata questa proposta, e che andrebbero messi in evidenza.

Il primo aspetto è che, secondo le stime, gli immigrati che otterrebbero la cittadinanza sarebbero più di un milione. Considerando che i figli minorenni di un immigrato che ottiene la cittadinanza, la otterrebbero a loro volta automaticamente, che ci sono i ricongiungimenti familiari, si potrebbe arrivare ad un incremento della popolazione di qualche milione di persone, senza poter garantire ne i servizi ne i posti di lavoro.

Il secondo aspetto, secondo me ancora più grave, che sembra venga totalmente ignorato è legato alla situazione previdenziale in Italia. Per spiegarmi meglio voglio fare un esempio. Un cittadino straniero entra in Italia a 40 anni di età e, fortunatissimo, trova subito un posto di lavoro regolarmente assunto. Dopo 5 anni presenta la richiesta di cittadinanza e dopo un paio di anni la ottiene e diventa cittadino italiano. Nel frattempo continua a lavorare e, essendo ancora fortunatissimo, la sua salute gli permette di lavorare fino a 70 anni. A questo punto non essendo più in grado di lavorare vorrà andare in pensione ma, avendo versato solo 30 anni di contributi si accorgerà di non avere i requisiti per ottenere la pensione o, quantomeno, di averne una dignitosa. Avremo così un nuovo cittadino che non riuscirà a far fronte alle sue basilari necessità quotidiane e, quale cittadino Italiano, chiederà al suo Paese di essere aiutato. L’esempio da me proposto parla di una persona “fortunata” che riesce a versare 30 anni di contributi, ma sappiamo che per la maggior parte degli immigrati le cose non vanno così, (infatti moltissimi lavorano per brevi periodi o fanno lavori senza versare contributi) e quindi c’è la quasi certezza di avere in un futuro neanche troppo lontano un gravissimo problema sociale, rappresentato da un numero enorme di nuovi Italiani che dovranno essere aiutati, oltre agli Italiani di nascita che, purtroppo, dovranno fare i conti con gli stessi probemi.

CARLA’ LA FRANCESE

Qualche giorno fa Berlusconi ha fatto una battuta su Barack Obama e, secondo me, poteva risparmiarsela, quantomeno per non dare motivo ai sinistri di sbraitare. Veltroni e soci infatti non si scandalizzano per gli insulti ai Leaders del centro-destra, così come non montavano polveroni quando i loro alleati nel Governo Prodi manifestavano contro gli USA bruciando bandiere e definivano Bush un Presidente con le mani grondanti di sangue, ed altre gentilezze del genere. A seguito di questa battuta Carla Bruni si è detta contenta di non essere più Italiana. Io non sono patriota, ma difronte alla dichiarazione di “Carlà” ho avuto una piccola tentazione di difendere l’Italia, infatti mi stupisce che non si sia vergognata dei terroristi rossi detenuti nelle galere Francesi, anzi ha preso a cuore con la sorella la situazione psico-fisica di Marina Petrella.

OPPOSIZIONE COSTRUTTIVA

Quando sento parlare Dario Franceschini del PD, con tutta la sua autorevolezza da vice perdente, non so mai se arrabbiarmi, sorridere o provare tenerezza. Non lo sento mai fare proposte concrete per risolvere i problemi degli Italiani. Più che un leader politico mi sembra una vittima di bullismo che va in televisione solo per lamentarsi dei cattivi del centro-destra.

ELEZIONI AMERICANE

Dopo una lunga attesa e sotto gli occhi di tutto il mondo si sono svolte le elezioni Presidenziali Americane e, rispettando i pronostici, Barack Obama è risultato il nuovo Presidente degli Stati Uniti. Io sono contento di questo risultato perchè Obama incarna la volontà di cambiamento rispetto alla politica fallimentare di Bush, ed anche se ora dovrà dimostrare di essere all’altezza dell’onore ed onere che gli è stato affidato ha ridato la speranza a molte persone. E’ anche riuscito a sconfiggere la politica vecchia dei Politicanti distanti dalla gente.

EDUCAZIONE E SCUOLA

Io non sono genitore, qundi qualcuno potrebbe tranquillamente affermare che per me è facile parlare, ma quello che voglio dire in merito ala situazione della scuola ed alla maleducazione dei figli è solo una mia fotografia di quello che vedo e sento. In questi giorni di proteste per la riforma Gelmini sono stati intervistati molti genitori, e le loro risposte spesso sono difficili da comprendere. Molti infatti si dicono preoccupati di una possibile diminuzione del “tempo pieno”, secondo me per non trovarsi in mezzo ai piedi i figli, più che per paura di una minore qualità dell’istruzione. Senza dubbio molte famiglie farebbero fatica a tirare avanti con un solo stipendio, ed una riduzione del tempo pieno creerebbe problemi di gestione degli impegni lavorativi, ma molte altre vedono il tempo pieno come un sollievo dalla responsabilità di educare i figli, dando alla scuola un ruolo che non le spetta e che non è in grado di assolvere per vari motivi. Alcuni insegnanti si limitano a portare avanti il programma di formazione culturale senza particolare passione, altri venedo da una propria storia di turbolenze del ’68 non si scandalizzano più di tanto difronte a comportamenti ribelli, altri invece vorrebbero educare al rispetto ma si scontrano con i genitori che coprono e spalleggiano i figli maleducati e, piuttosto di beccarsi una denuncia, lasciano perdere. Anche bocciando un alunno che non studia rischiano di scontrarsi con genitori imbufaliti. I risultati si vedono e sono sempre più preoccupanti: mancanza di rispetto per il prossimo, aumento dell’uso di droghe di vario genere ed alcool, episodi di bullismo e violenza gratuita, perdita dei valori. Per non parlare delle disgrazie in cui perdono la vita molti giovani o le vittime innocenti dei loro comportamenti. Da ragazzo non ero un santo e nemmeno i miei coetanei, però ci veniva insegnato il rispetto e, quando combinavamo qualcosa la prima preoccupazione era quella che i genitori venissero a saperlo, perchè si veniva castigati. Oggi se un ragazzino offende un anziano, la preoccupazione è quella dell’anziano che, se lo ha sgridato, rischia di sentirsi il resto degli insulti dai genitori. C’è solo da sperare che ci sia un ritorno ai valori, in particolare nelle famiglie, prima che la società arrivi ad un punto di non ritorno.

MULTE O NUOVE TASSE?

In questo periodo si parla sempre più delle montagne di euro che entrano nelle casse degli Enti locali, grazie alle multe agli automobilisti. In teoria si potrebbe pensare che questo contribuisce ad educare i guidatori, quindi a fare prevenzione, quindi a salvare vite umane. Secondo me invece l’interesse di moltissimi Comuni è quello di rastrellare soldi, fregandosene della prevenzione. Per meglio spiegare quello che penso, voglio fare qualche esempio. Nella maggior parte dei casi le multe per eccesso di velocità vengono rilevate da autovelox, abilmente mimetizzati, o da vigili “cecchini” ben nascosti. Questo non serve a far rallentare le automobili, evitando gravi incidenti, ma serve a lasciarle correre per rilevare la multa. Fortunatamente in alcune zone ci sono autovelox permanenti visibili e segnalati, così che le auto rispettano i limiti, si salvano vite e si fanno meno multe. Un altro aspetto è quello delle multe per passaggio con semaforo rosso. Dal momento che un guidatore normale sa che passando con il rosso si rischia la vita, al massimo il 5% di coloro che compiono questa infrazione lo fa per fare il furbo, gli altri sono vittime di quei fatidici secondi sfruttati dalle telecamere mangia soldi. Una multa per semaforo rosso ammonta a più del 10% dello stipendio di un dipendente di livello medio-basso. Oltre alle multe c’è la questione della perdita dei punti della patente, infatti se un guidatore perde dei punti perchè è indisciplinato, basta che paghi per frequentare un corso che gli farà recuperare i punti e, se non sbaglio, ci sono assicurazioni che coprono il ritiro della patente, quindi chi ha possibilità economiche può cancellare le sue infrazioni.

NUMERI DA CIRCO

Per prima cosa premetto che tutti i partiti enfatizzano il numero dei partecipanti alle loro manifestazioni, a volte esagerando di molto. Sull’enciclopedia Wikipedia si afferma che il Circo Massimo di Roma può accogliere 250.000 persone, come confermato da Veltroni quando era sindaco. Io onestanente non conosco quell’area, ma le affermazioni di Veltroni e compagni, secondo cui i partecipanti alla loro manifestazione erano 2 milioni e mezzo mi sembrano ridicole. Questo numero significa il doppio degli abitanti del Comune di Milano, 6 volte i partecipanti al concerto di Woodstock del 1969, 31 volte la capacità dello stadio di San Siro tutto esaurito, 15 volte il pubblico da Guinnes al concerto di Ligabue al Campovolo di Reggio Emilia, più o meno i fedeli che hanno partecipato ai funerali di Papa Giovanni Paolo II. Se le cifre dette dal PD fossero vere, vorrebbe dire che più del 4% degli Italiani è sceso in piazza contro il Governo Berlusconi; gli stessi Italiani che in campagna elettorale, dopo aver ascoltato l’Italia che voleva Veltroni, hanno votato centro-destra.

TUTELA DEI MINORI

Io non conosco le regole sulla privacy in tv ed a volte vedo, soprattutto nei tg, che viene oscurato il volto dei minori, mentre la cosa non avviene durante gli spot. La mia riflessione riguarda quanto avvenuto qualche giorno fa, in occasione di una manifestazione contro la riforma della scuola firmata Gelmini. Oltre a disapprovare l’uso vergognoso fatto dei bambini, mi chiedo se non siano state violate regole mostrando nei tg bambini che, sostenendo striscioni, inveivano contro il Ministro e contro il Governo. In questo caso sarebbe utile una segnalazione alle autorità competenti.