Category Archives: immigrazione

IMMIGRATI RIDOTTI IN SCHIAVITU’

Strano paese l’italietta… Se alcuni ultrà calcistici urlano dagli spalti “buuuu” contro un giocatore di colore, si può sospendere il campionato e dedicare ore ed ore di trasmissioni alla lotta al razzismo. Se gli stessi ultrà inneggiano alla morte di qualcuno, aggrediscono altri tifosi o le forze dell’ordine, i media se ne fregano a meno che non ci scappi il morto. Se un leghista si permette di usare qualche parola dura, o magari anche discutibile, nei confronti degli immigrati, scatta l’aggressione mediatica per condannare i presunti rigurgiti che riporterebbero a tragedie del passato.

Alcuni giorni fa, i carabinieri del Ros (Raggruppamento Operativo Speciale) di Lecce, hanno eseguito 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere (emesse dal gip del tribunale pugliese su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia) verso altrettante persone italiane, algerine, tunisine e sudanesi considerate dagli inquirenti come facenti parte di una organizzazione transnazionale che operava tra Nardò (Lecce) e Rosarno (Reggio Calabria) e in altre città della Puglia, Sicilia e Calabria ed era dedita alla tratta e allo sfruttamento lavorativo di clandestini originari dell’Africa.

Tra gli indagati alcuni imprenditori agricoli italiani che rilasciavano false attestazioni di assunzione, sfruttavano i migranti che erano sottopagati e sottoposti a condizioni di lavoro disumane. Reclutati in maggior parte in Tunisia, i soggetti sfruttati venivano trasferiti in Sicilia e privati del loro denaro, retribuiti con importi irrisori e alloggiati in baracche senza acqua corrente, servizi igienici e corrente elettrica, erano utilizzati come lavoratori nell’agro pachinese (Siracusa) e successivamente in quello neretino (Lecce).

Immigrati fatti entrare in Italia clandestinamente e poi obbligati a lavorare nei campi del sud, ‘prigionieri’ dei loro aguzzini e costretti a vivere in condizioni disumane. A questo link potete leggere tutta la notizia http://www.cn24.tv/news/47686/immigrati-clandestini-ridotti-in-schiavitu-16-arresti-in-puglia-calabria-e-sicilia.html

Cercando questa notizia su internet, si trovano quasi esclusivamente articoli riportati su siti o quotidiani locali, mentre i media “autorevoli” che orientano l’opinione pubblica se ne sono bellamente fregati. Forse perchè i fatti si sono svolti nelle aree più ospitali del paese, in quelle che eleggono presidenti di regione che urlano nelle piazze della Padania il desiderio d’abbracciare tutti i popoli, che spesso coincidono con quelle in cui i disoccupati si organizzano per difendere i loro diritti alle indennità statali, mentre la domanda di manodopera viene soddisfatta riducendo in schiavitù (termine che da solo dovrebbe far venire i brividi per l’indignazione) poveri disperati che scelgono il duro lavoro invece di delinquere.

NO ALLA CITTADINANZA FACILE

Ogni tanto qualcuno parla di voler concedere la cittadinanza italiana agli immigrati dopo solo 5 anni. Io voglio mettere in evidenza un paio di aspetti che dimostrano quanto sia sbagliata questa proposta.

Il primo aspetto è che, secondo le stime, gli immigrati che otterrebbero la cittadinanza sarebbero più di un milione. Considerando che i figli minorenni di un immigrato che ottiene la cittadinanza la otterrebbero a loro volta automaticamente, e che ci sono i ricongiungimenti familiari, si potrebbe arrivare ad un incremento della popolazione di qualche milione di persone, senza poter garantire i servizi nè i posti di lavoro.

Il secondo aspetto secondo me ancora più grave, che sembra essere totalmente ignorato, è legato alla situazione previdenziale in italia. Per spiegarmi meglio voglio fare un esempio. Un cittadino straniero entra in italia a 40 anni di età e, fortunatissimo, trova subito un posto di lavoro regolarmente assunto. Dopo 5 anni presenta la richiesta di cittadinanza e dopo un paio di anni la ottiene e diventa cittadino italiano. Nel frattempo continua a lavorare e, essendo ancora fortunatissimo, la sua salute gli permette di lavorare fino a 70 anni. A questo punto non essendo più in grado di lavorare vorrà andare in pensione ma, avendo versato solo 30 anni di contributi si accorgerà di non avere i requisiti per ottenere la pensione o, quantomeno, di averne una dignitosa. Avremo così un nuovo cittadino che non riuscirà a far fronte alle sue basilari necessità quotidiane e, quale cittadino italiano, chiederà al suo paese d’adozione d’essere aiutato. L’esempio da me proposto parla di una persona “fortunata” che riesce a versare 30 anni di contributi, ma sappiamo che per la maggior parte degli immigrati le cose non vanno così, infatti moltissimi lavorano per brevi periodi o fanno lavori senza versare contributi. Quasi certamente in un futuro neanche troppo lontano avremo un gravissimo problema sociale, rappresentato da un numero enorme di nuovi italiani che si aggiungeranno agli italiani di nascita, che purtroppo dovranno fare i conti con gli stessi problemi. Lo scopo di queste mie riflessioni è quello di ribadire quanto sarebbe sbagliato ridurre i tempi per ottenere la cittadinanza, ma già con le normative attuali e con le recenti riforme pensionistiche la situazione può essere definita una bomba ad orologeria.

Nella lotta all’immigrazione clandestina siamo soli contro tutti.


Qui di seguito pubblico il testo integrale dell’articolo pubblicato a pag. 6 del quotidiano La Padania di mercoledì 28 settembre 2011. Alcuni che si definiscono leghisti delusi, antileghisti capaci solo a criticarci in modo sterile, ed altri chiacchieroni ricchi d’ignoranza o malafede, chiedono che si pratichino dei blocchi navali per evitare che i barconi carichi di clandestini raggiungano le coste italiane, e che le prime identificazioni vengano effettuate a bordo di Cie (Centri d’Identificazione ed Espulsione)galleggianti, ed accusano il nostro ministro Maroni di non attuare queste procedure. Anch’io da parecchio tempo chiedo questo tipo d’interventi, soprattutto mentre c’è una guerra in corso contro la Libia, ma attribuisco le maggiori responsabilità ai ministri La Russa e Frattini, quantomeno perchè i loro ministeri sono direttamente responsabili della difesa e dei rapporti con i paesi esteri. Il seguente articolo dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che ogni tentativo di riaffermare la legalità e la difesa della nostra sicurezza, si scontra con i cosiddetti imprenditori della solidarietà. Li definisco imprenditori perchè cercano di ottenere vantaggi economici e politici, gestendo il mercato della solidarietà, fregandosene del fatto che viene alimentato il traffico di esseri umani da parte di scafisti senza scrupoli. Per non parlare della CGIL, quasi sempre presente nelle vertenze a difesa dei clandestini, la quale spera di sostituire i lavoratori italiani, che ormai credono sempre meno alle loro battaglie spudoratamente politicizzate, con disperati pronti a correre nelle loro sedi con il cappello in mano.

PALERMO – La relazione precisa e circostanziata del ministro dell’Interno Roberto Maroni dovrebbe chiudere la bocca anche ai soliti “bempensanti” che hanno presentato un’esposto alla Procura di Palermo per denunciare presunti trattamenti lesivi nei riguardi dei tunisini trattenuti sulle navi alla fonda, i cosiddetti “Cie galleggianti”, per cui i magistrati palermitani hanno dovuto aprire un fascicolo. Forum sociale anirazzista, Sel, Slai Cobas, Cgil, che l’altro giorno hanno organizzato un sit-in davanti al porto, hanno presentato un esposto in cui denunciano il maltrattamento degli immigrati tunisini da Lampedusa a bordo delle navi Moby Vincent, Audacia e Moby Fantasy.
“I cittadini stranieri trattenuti a bordo delle navi Moby Fantasy, che alla data del 25 settembre sarebbe già partita per la Sardegna, Moby Vincent e Audacia, ancora nel porto di Palermo – si legge nell’esposto – alcuni dei quali ammanettati con fascette di plastica, si trovano in condizione di estrema limitazione della libertà personale essendogli inibita qualsiasi possibilità di movimento, anche all’interno delle navi, risultando privati della possibilità di comunicare con l’esterno, ed essendo, a tal fine, sottoposti a continua sorveglianza, senza che nei loro confronti, per quanto risulta, siano stati emessi e notificati provvedimenti individuali limitativi della libertà personale e senza che i provvedimenti stessi siano stati sottoposti al vaglio giurisdizionale, garanzie previste in primo luogo dalla Costituzione, dalla normativa europea e internazionele e dal diritto interno”. “Sino alla data odierna dunque, per quanto risulta – si legge ancora nel documento – cittadini stranieri attualmente a bordo delle tre navi sopraindicate, sono stati trasferiti e trattenuti in un luogo privo di determinazione giuridica; senza alcun provvedimento individuale formalmente adottato e convalidato dal giudice, tale illecito trattenimento forzato è stato, dunque, protratto senza alcun titolo”.
Dopo l’esposto presentato dalle associazioni alla Procura di Palermo per presunte irregolarità nei confronti degli immigrati tunisini ospiti delle navi al porto di Palermo in attesa di rimpatrio, la Procura di Palermo ha aperto un fascicolo per accertare se ci siano degli estremi di reato. Il procuratore aggiunto Leonardo Agueci, che coordina l’indagine, ha aperto un fascicolo di “atti relativi” ancora a carico di ignoti.

EMENDAMENTO ALLA MANOVRA ECONOMICA

Con la manovra economica che si avvia ad essere discussa ed approvata, si parla di sacrifici necessari, quindi è un controsenso chiedere sacrifici ai propri “figli” per regalare soldi e servizi a perfetti sconosciuti. A tal proposito prendo spunto da normative vigenti in altri paesi europei per sottoporre una proposta concreta, che potrebbe essere trasformata in emendamento Parlamentare:

– Tutti i cittadini extracomunitari all’atto della presentazione della richiesta del permesso d’ingresso, soggiorno o transito in territorio italiano, per se stessi o per propri famigliari, devono presentare la documentazione che certifichi la stipula di una polizza assicurativa, che copra eventuali costi per l’assistenza sanitaria della persona beneficiaria del permesso. La copertura assicurativa non è richiesta per gli immigrati che dimostrano di contribuire fiscalmente lavorando in italia.

Grazie a questa regola verrebbe garantita la possibilità di continuare a godere delle cure necessarie a chiunque si trovi sul nostro territorio, ma verrebbero anche scoraggiati i troppi ricongiungimenti familiari di coloro che vogliono usare il permesso di soggiornare in italia solo per ottenere servizi di qualità a costo zero, per poi tornarsene al paese d’origine in attesa della prossima occasione per venire ad incassare i frutti del nostro buonismo.

QUANTE BALLE E QUANTE BASTARDAGGINI CONTRO MARONI

Molti antileghisti ed anche altre persone, che a prima vista sembrerebbero intelligenti, stanno accusando Maroni e la Lega Nord per l’invasione d’immigrati. Voglio esprimere alcuni concetti, anche se chi è in malafede e chi non riesce a capire non riconoscerà mai i nostri meriti. La Lega Nord è riuscita a far approvare la legge Bossi-Bossi, visto che Fini ha rinnegato anche quella, dopo averla dovuta ammorbidire per colpa dei soliti moderati (che tradotto significa democristiani nel peggior senso di questo termine) che si annidano tra gli alleati. Maroni ha fortemente voluto anche l’approvazione del “pacchetto sicurezza”, che ha introdotto nuove norme per sanzionare l’immigrazione clandestina, ed ha regolamentato la sanatoria di colf e badanti in modo da sanzionare pesantemente chi presentava domande false. A tutto ciò vanno aggiunte le varie iniziative dei nostri amministratori locali, tese a tutelare i cittadini italiani (indipendentemente dal luogo di nascita) e la loro sicurezza. Tra queste voglio ricordare l’impegno di Flavio Tosi, che ora è l’ottimo sindaco di Verona, per contrastare i campi nomadi abusivi, la decisione della giunta comunale di Brescia con il vicesindaco leghista Fabio Rolfi per assegnare il bonus bebè alle copie con almeno un genitore italiano, le varie iniziative dei sindaci leghisti di Cittadella (PD) e di Coccaglio (BS) per intensificare i controlli sul territorio. Potrei continuare con molti altri esempi, ma preferisco ricordare quali sono state le reazioni del sistema marcio italiano ed europeo, costituito dai politicanti sinistri, dai filo clandestini e filo delinquenti, da tutte le varie associazioni ed organizzazioni sindacali, abituate a fare solidarietà e carità con i soldi degli altri mentre loro guadagnano sfruttando la miseria dei disperati per fini politici ed economici. Le istituzioni europee, che lasciano fare i porci comodi a tutti gli altri stati, hanno minacciato sanzioni contro il governo italiano per alcune norme contenute nella Bossi-Bossi e nel pacchetto sicurezza, ed i tribunali comunitari hanno cancellato alcune nostre leggi. L’intenzione della Lega Nord d’inserire l’obbligo da parte dei medici di segnalare alle autorità gli immigrati, che si presentano ai Pronto Soccorso senza documenti, ha scatenato il finimondo con infami che parlavano addirittura di ritorno alle leggi razziali. La riduzione della presentazione di domande per la sanatoria di colf e badanti è stata descritta come un fallimento dell’iniziativa, e non come la scampata presentazione di false domande, ed a Brescia un gruppetto di clandestini a cui era stata respinta la richiesta ha occupato una gru con l’appoggio dalla feccia dei centri sociali, fermando un cantiere e causando un danno per il comune di circa 500.000 €. Sempre a Brescia, la CGIL e varie associazioni hanno presentato ricorso al tribunale del lavoro per dichiarare discriminatoria l’esclusione degli immigrati dal bonus bebè, ed il tribunale ha dato loro ragione facendo esultare sindacati sinistri e marciume democristiano vario. L’11 luglio 2009 la Cassazione ha condannato in via definitiva Flavio Tosi a due mesi di reclusione con sospensione della pena, per aver organizzato una raccolta firme contro un campo nomadi abusivo. Le iniziative dei sindaci di Cittadella, di Castrezzato e di altre località hanno scatenato mezzi di disinformazione contro i nostri amministratori accusandoli di razzismo e di altre bestialità. Da parte di tutte le altre forze politiche non ho notizia di proposte concrete per contrastare la clandestinità e tutelare i nostri cittadini, ma resto in attesa di eventuali smentite. A tutti quelli che continuano ad offenderci dico solamente: SE NON AVETE NE’ L’ONESTA’ DI RICONOSCERE I NOSTRI MERITI NE’ L’INTELLIGENZA PER CAPIRLI, ABBIATE ALMENO LA DECENZA ED IL PUDORE DI TACERE E DI VERGOGNARVI PERCHE’ MI FATE VERAMENTE PENA !!!

SANITA’ PER TUTTI, TANTO PAGA IL PANTALONE PADANO

Voglio segnalare un fenomeno sempre più diffuso, come confermato da operatori del settore sanitario e da altre fonti. Molti immigrati, regolarmente in italia, effettuano le pratiche per il ricongiungimento dei famigliari per potergli permettere di entrare e soggiornare per lunghi o brevi periodi. Una volta ottenuto il permesso i famigliari, in particolare quelli anziani, ne approfittano per venire in italia e soprattutto in Padania per sottoporsi ad esami clinici ed a terapie mediche o farmacologiche, che nei loro paesi d’origine non vengono fornite o sono solo a pagamento. Logicamente il tutto grazie a pantalone, che paga le prestazioni degli ospiti, quasi sempre tace, ed abbassa la testa aspettando il proprio turno munito di tessera sanitaria, impegnativa del medico curante e portafoglio per pagare i relativi ticket. Se questo vi fa incazzare, smettetela di rompere le palle a noi leghisti, alzate la testa e rifiutate di fare i pecoroni altrimenti vi meriterete di subire il male di cui siete anche voi la causa.

IMMIGRAZIONE, LA FRANCIA E’ DA CONDANNARE O DA IMITARE?

Secondo gli antileghisti, la Lega Nord non avrebbe il diritto di chiedere la collaborazione dell’Europa perchè spesso i nostri esponenti criticano duramente la cosiddetta unione. La Lega Nord non chiede un gesto di generosità, ma la giusta contropartita a quanto paghiamo profumatamente a suon di Euro e con l’obbligo di rispettare le direttive comunitarie. Prendendo ad esempio le regole francesi in materia d’immigrazione, che io condivido dalla prima all’ultima, qualcuno mi dovrebbe spiegare perchè quando le stesse norme vengono proposte o fatte approvare dalla Lega Nord, o da altri partiti non graditi ai sinistri nostrani ed ai loro penosi amici stranieri, gli euro-burocrati parlano di razzismo, xenofobia, discriminazioni etniche, estremismo di destra, ed agitano lo spettro di possibili ritorni a leggi razziali d’un passato fortunatamente superato. Sono sempre più convinto che dovremmo imitare la Francia perchè, sebbene sia un paese criticabile per moltissimi motivi, sta dimostrando di difendere il proprio territorio dall’immigrazione incontrollata e dai tentativi di prevaricazione della cultura islamica, come confermato dalla loro contrarietà all’ingresso della Turchia in Europa e da varie leggi come quella contro l’uso del velo integrale in pubblico. Se imitandola dovessimo subire un trattamento diverso, sarebbe chiaro a tutti che l’unione europea serve solo ai poteri forti i quali scelgono chi dev’essere figlio privilegiato o figliastro.

IMMIGRAZIONE ED OCCUPAZIONE

E’ vero che molti immigrati regolarmente sul nostro territorio hanno un posto di lavoro, in particolare nel Veneto ed in Lombardia. E’ altrettanto vero che dietro al dato nazionale dei senza lavoro ci sono masse di disoccupati cronici, che in alcune regioni si sono perfino organizzati in comitati a tempo indeterminato. A questi si aggiungono gli italiani e gli stranieri rimasti senza lavoro a causa della crisi, oppure in cerca della prima occupazione, e tutti rappresentano un pesante costo sociale ed economico fatto di ammortizzatori sociali ed aiuti vari. Prima di parlare della necessità di nuova manodopera immigrata bisognerebbe verificare le problematiche degli attuali disoccupati ed inoccupati e favorire il loro inserimento nel mercato del lavoro, anche tramite incentivi. Così facendo si risolverebbero i problemi di molte famiglie, verrebbero eliminati sprechi di denaro pubblico, e si potrebbero smascherare coloro che approfittano del loro status per vivere alle spalle della società, mentre si godono il dolce far niente o lavorano in nero.

IMMIGRAZIONE: PREVENIRE E’ MEGLIO CHE SUBIRE

Da varie fonti autorevoli viene lanciato l’allarme di un massiccio esodo dalla Libia, che porterebbe sulle nostre coste anche i fuoriusciti dai centri di detenzione spalancati da Gheddafi. Per prevenire futuri gravi problemi e rischi, da cittadino, proporrei di posizionare una nave militare all’ingresso delle acque territoriali italiane, da usare come centro d’identificazione per verificare i requisiti necessari per lo status di profugo. Da quella base operativa i profughi dovrebbero essere direttamente smistati, con ponti aerei, nei vari paesi europei senza toccare il suolo italiano. La direttiva comunitaria dei giorni scorsi, in materia d’immigrazione, è criticabile ma altrettanto chiara, e non mi sembra che siano state messe in discussione la possibilità di pattugliare le frontiere, e di respingere chi non rispetta le leggi sull’immigrazione dei singoli Paesi. Non credo quindi che l’UE potrebbe sanzionare l’italia per azioni tese a difendere il proprio territorio dal traffico degli scafisti, e dal rischio terrorismo derivante dalla guerra in corso.