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OGGI IL PD STAVA BATTENDO TUTTI I RECORD

Oggi il PD, partito che non prende lezioni d’onestà da nessuno (tanto per usare le parole di Renzi), ha quasi superato i suoi precedenti record. Stamattina hanno arrestato un loro assessore regionale del Molise; sono stati beccati mentre stavano nominando Adriano Sofri consulente del governo per la riforma delle carceri, del resto ad un partito pieno d’inquisiti serviva un bravo tecnico del settore, con una condanna a 22 anni sulle spalle; hanno respinto le mozioni di Lega Nord e M5S contro il sottosegretario indagato per la gestione degli immigrati al CARA di Mineo, votando con Forza Itagghia e NCD (ricordate quando ci dicevano che la Lega votava con Berlusconi per salvare gli indagati?). La mezzanotte non è ancora arrivata, teniamo d’occhio le notizie di cronaca perché non si sa mai.

CON LA LEGA NORD LA “GIUSTIZIA” E’ LATITANTE

L’11 Aprile 2012 il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, come da lui comunicato in una conferenza stampa, ha ricevuto un avviso di conclusione indagini di un’inchiesta sul concorso per primario di chirurgia toracica all’ospedale S. Paolo di Bari nel quale gli si addebitava di aver favorito la nomina del professore Sardelli con la contestazione di concorso in abuso d’ufficio. Il 31 Ottobre 2012 si è concluso il processo celebrato con la formula del rito abbreviato, ed il presidente pugliese è stato assolto, anche se…http://www.quotidianodipuglia.it/articolo.php?id=231758

Il 16 marzo 2012 è stato inviato un avviso di fine indagine al presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, indagato per falso ideologico in concorso con due funzionari regionali, nella vicenda della cooperativa Terremerse di Bagnacavallo per la quale è sotto indagine il fratello Giovanni con l’accusa di truffa aggravata. L’8 Novembre 2012 Errani è stato assolto dopo un processo celebrato con la formula del rito abbreviato.

Per loro e per quelli dalla loro parte il sistema giudiziario è rapidissimo e clemente. Per i leghisti invece, a fronte di semplici sospetti ed indagini, c’è sempre pronta una graticola mediatica infamante, sulla quale lasciarli cuocere per mesi rovinando carriere politiche, reputazioni personali, e condizionando risultati elettorali.

A tal proposito voglio portare un esempio concreto: il 6 marzo 2012 è stata resa nota la notizia delle indagini sull’allora Presidente del Consiglio regionale Lombardo, Davide Boni, per presunte tangenti. Davide è un amico, ho stima e fiducia nei suoi confronti, ma è soprattutto una persona gravata da sospetti che in vista della definizione delle candidature per le elezioni anticipate Regionali, sono macigni pesantissimi.

Quanti giorni, mesi, anni, dovremo aspettare noi leghisti per sapere se i nostri rappresentanti indagati hanno realmente commesso reati, ma soprattutto per vedere restituita la vita serena agli innocenti ?

UN PAESE CIVILE CELEBRA PROCESSI RAPIDI

Prendo spunto da quello che sta accadendo in questi giorni alla Lega Nord, per sottolineare un’anomalia italiana. Nonostante la farsa “Mani Pulite” che io ho ribattezzato “Mani Risciacquate”, continuiamo a sentire di politici sbattuti in prima pagina con accuse più o meno gravi o infamanti, ma non conosciamo quasi mai l’esito delle indagini nè degli eventuali processi. A me piacerebbe sapere, nel più breve tempo possibile, se le ipotesi di reato vengono confermate, ed essere informato sull’inizio e sulla fine del processo, con relativa condanna o assoluzione. In un paese che si definisce civile questa dovrebbe essere una cosa normale, per non lasciare sulla graticola gli innocenti rovinando famiglie e carriere, e per affibiare una pena severa e certa ai colpevoli, siano essi politici o cittadini comuni.

IL TIFO GIUSTIZIALISTA DANNEGGIA LA GIUSTIZIA

Tempo fa avevo scritto che una norma per regolamentare le intercettazioni, potrebbe essere chiamata legge bavaglio nei paesi civili, ma non in italia, e ne sono sempre più convinto. Nella patria dei processi sbrigativi sui giornali ed in TV, con un’opinione pubblica che non esita ad emettere condanne preventive senza appello, e senza conoscere le carte processuali, c’è l’esigenza di evitare la distruzione di vite e reputazioni di persone a volte nemmeno formalmente indagate. Anch’io mi facevo trascinare dall’onda mediatica ma ora sono più prudente, e questo soprattutto grazie alle trasmissioni informative dell’ottimo Giulio Cainarca su Radio Padania Libera, nelle quali non si fanno processi ma si cerca di dare risposte a dubbi legittimi. Ho così appreso che, nel nostro ordinamento giudiziario, è stato introdotto il principio che prevede l’impossibilità di condannare un imputato in presenza di ragionevoli dubbi sulla sua colpevolezza. Da semplice cittadino, mi chiedo quindi come sia stato possibile far trascorrere 4 anni di carcere ai due giovani coinvolti nel caso della povera Meredith, nonostante la presenza di quanto emerso nel processo d’appello. Per portare un altro esempio, mi chiedo anche come sia stato possibile condannare i due imputati per la strage di Erba, in presenza di molti ragionevoli dubbi confermati da esperti d’indagini scientifiche di fama internazionale. Esempi potrei farne altri, ma preferisco ribadire tutta la mia indignazione difronte a condanne ridicole nei confronti degli autori di crimini bestiali, come quello commesso a Novi Ligure. Tutti dovremmo chiederci perchè si lasciano in carcere per 4 anni due presunti colpevoli (che dopo la sentenza d’appello, per la legge, non sono più tanto presunti e nemmeno colpevoli), mentre Erica ed Omar (colpevoli ogni ragionevole dubbio di un efferato duplice omicidio) se la cavano con all’incirca 10 anni. Purtroppo anche la drammatica condizione del nostro sistema giudicante subisce il clima di contrapposizione, che sta coinvolgendo la politica, e si difendono i magistrati ed i giudici, oppure gli imputati, secondo una logica da tifosi accecati dall’odio o condizionati da giudizi soggettivi. Solo chi viene coinvolto direttamente, o tramite qualche proprio familiare, può capire quanto ci sia da riformare per avere una vera giustizia, ed una società matura ed obiettiva.

SE NON C’E’ GIUSTIZIA, IL GIUSTIZIALISMO E’ PERICOLOSO

Quando scoppiò “tangentopoli” ero iscritto alla Lega Nord da un paio d’anni, e non mi sembrava vero assistere al crollo dei partiti che stavamo attaccando, quindi esultavo ad ogni arresto e tifavo per quel pool di magistrati. Poi il magistrato simbolo di quell’inchiesta, Antonio Di Pietro, si tolse platealmente la toga e, nonostante avesse più volte dichiarato che il sistema politico era marcio e che tutti i partiti erano ugualmente responsabili, entrò in pieno in quel sistema e si fece candidare proprio da uno di quei partiti. Da allora ho letto ed ascoltato un’infinità di notizie riguardanti innocenti sputtanati, se non rovinati, dal punto di vista famigliare e da quello professionale a causa di magistrati troppo zelanti, fughe di notizie, o per colpa della lentezza della macchina giudiziaria. Altrettante notizie hanno riguardato colpevoli, che l’hanno fatta franca per la lentezza e complessità della stessa macchina, o che sono stati condannati a pene inadeguate e più che mai incerte. In questi ultimi tempi sento nuovamente un clima di giustizialismo, motivato più da odio nei confronti della parte politica avversa, che da conoscenza degli atti processuali o di sentenze definitive già emesse. Non nascondo che anch’io mi lascio ancora trascinare dagli istinti manettari, ma poi rifletto e prende il sopravvento il mio desiderio di vivere in un paese in cui esista una giustizia, che questa possa essere veloce e discreta nell’interesse di chi è innocente, e veloce ed intransigente con chi è colpevole. Gli imprenditori dell’antipolitica sono bravissimi a fomentare gli animi, soprattutto in un momento di crisi economica, ma invito tutti a riflettere perchè, sebbene riconosca la buonafede di molte persone stanche di vivere in uno stato fortissimo e prepotente con i deboli, ma debolissimo con i delinquenti e con i furbi, non vorrei che finissero per pagare solo alcuni capri espiatori e che venga nuovamente salvato il sistema che produce ingiustizie a raffica. Veder sbattere in galera un politico antipatico o incapace può soddisfare la fame di vendetta verso una delle tante caste, ma questo dovrebbe avvenire solo dopo indagini serie e riservate, applicazione delle leggi senza mille interpretazioni contrastanti fra loro, e processi rapidi. Se proprio devo far contenti gli antileghisti e gli anti-berlusconiani potrei dire che, paradossalmente, con Berlusconi in carcere tutte le proposte a vantaggio dei detenuti, indulto ed amnistia prima di tutte, diventerebbero “leggi ad personam”, i sinistri sarebbero costretti a smettere di difendere delinquenti vari, ed alcune associazioni comincerebbero a battersi per il “nessuno tocchi Abele”. Allora forse, pur di non favorire il tanto odiato Silvio, si negherebbero benefici vergognosi anche a chi ha causato danni e lacrime a tanta gente per bene.

PROPOSTA SVUOTA CARCERI

Sentiamo spesso parlare della questione del sovraffollamento nelle carceri, che causerebbe disagio ai detenuti. Premetto che non sono particolarmente sensibile a quella problematica, visto che sono sempre più convinto della necessità dell’introduzione di una vera giustizia che preveda la certezza della pena, e che venga eliminato l’obbligo della funzione rieducativa della pena, perchè la società non può permettersi il rischio di ritrovare libere certe bestie, condannate per crimini atroci poi considerate non più pericolose. Se comunque si volesse ridurre il numero dei carcerati, troppo alto rispetto alla capienza, non si dovrebbe più ricorrere a provvedimenti di clemenza che finiscono col premiare chi ha seminato danni materiali e dolore a tante famigle, ma voglio proporre un’iniziativa diversa. Il Governo dovrebbe approvare un decreto che preveda alcune regole:

– Ad ogni immigrato che compie un reato penale minore (es. piccoli furti, piccolo spaccio, e reati contro il patrimonio), viene applicata la pena dell’espulsione immediata indipendentemente dalla garanzia che il delinquente sconti o meno la pena nel paese d’origine, perchè è meglio un piccolo delinquente libero nel suo paese piuttosto che mantenerlo in galera e, dopo pochissimo tempo, ritrovarselo in giro a far nuovi danni.
– Divieto di nuovo ingresso in Italia permanente o temporaneo (da definire) per la persona espulsa a seguito di un reato, ed annullamento di ogni pratica in corso per la regolarizzazione dello stesso.

Queste norme, oltre a ridurre la popolazione carceraria composta in gran parte da immigrati, servirebbero da deterrente per chi continua a pensare di poter entrare in Padania ed in italia per fare i propri porci comodi.

Un altro elemento che contribuisce a tenere le celle piene, è quello dei detenuti in attesa di giudizio. Questa è una vera ingiustizia, perché si rivela troppo spesso una pena ingiusta e devastante per un innocente, mentre per un colpevole resta l’unica pena.
A tal proposito bisognerebbe prevedere udienze nei tribunali dalle ore 8 alle 18 dal lunedì al venerdì, chiedendo a tutti gli operatori (giudici e non) uno sforzo straordinario.

GIUSTIZIA USA – VERGOGNA iTALIA

Ecco un paio di casi indicativi di come funziona il sistema giudiziario degli Stati Uniti.

-Bernard Madoff (73 anni) è stato arrestato l’11 dicembre 2008 con l’accusa di aver truffato i suoi clienti causando un ammanco pari a circa 50 miliardi di dollari. Il 29 giugno 2009 (dopo meno di un anno) Madoff è stato condannato a 150 anni di carcere per i reati commessi.

-Dominique Strauss-Kahn, Direttore Generale del Fondo Monetario Internazionale, è stato arrestato a New York Il 14 Maggio 2011 con l’accusa di tentata violenza sessuale ai danni della cameriera di un hotel, e rischia una condanna fino a 25 anni di carcere. Il tribunale, in attesa del processo, ha concesso gli arresti domiciliari imponendo una sorveglianza armata 24 ore su 24 pagata dall’imputato e l’uso di un braccialetto elettronico, oltre al divieto di uscire senza il permesso del giudice.

Ecco invece alcuni esempi vergognosi di come “funziona” il sistema giudiziario italiano.

-Il Crac Parmalat fu scoperto alla fine del 2003. Il 4 maggio 2011 la Cassazione ha ridotto la precedente condanna riducendola ad otto anni ed un mese per aggiotaggio nei confronti di Calisto Tanzi. La Quinta Sezione Penale ha poi annullato senza rinvio la sentenza del 26 maggio 2010 per i reati contestati fino al 18 giugno 2003 per intervenuta prescrizione.

-Pietro Maso nel 1991 nella sua casa di Montecchia di Corsara (VR) uccise entrambi i suoi genitori con l’intento d’intascare subito la sua parte di eredità. Fu condannato a 30 anni di reclusione, scontata in carcere fino ad ottobre 2008, quando ha ottenuto il regime di semilibertà.

-Il 21 febbraio 2001 Erika De Nardo, che all’epoca aveva soltanto 16 anni, con il concorso dell’allora fidanzato Mauro “Omar” Favaro di 17 anni, uccise premeditatamente a colpi di coltello da cucina la madre Susanna “Susy” Cassini e, in quanto diventato un testimone scomodo, il fratello Gianluca De Nardo di 11 anni. Il 14 dicembre 2001 Erika De Nardo e Omar Favaro vennero condannati dal Tribunale dei Minori di Torino rispettivamente a 16 e 14 anni di reclusione. In seguito, le condanne sono state confermate, prima dalla Corte d’Appello di Torino il 30 maggio 2002 e poi, in via definitiva, dalla Corte di Cassazione il 9 aprile 2003.
Il 3 marzo 2010 Omar è uscito di prigione, avendo anche beneficiato dell’indulto e di sconti per la buona condotta. Nell’inverno tra il 2011 e il 2012 è prevista la scarcerazione anche di Erika, la quale, dopo aver conseguito la Laurea in Lingua e Letteratura Italiana nell’Aprile del 2009, ha dichiarato di voler rifarsi una vita costruendosi anche una famiglia.

-Angelo Izzo è noto soprattutto per essere stato uno dei tre autori del cosiddetto “massacro del Circeo”, per il quale il 29 luglio 1976 fu condannato in primo grado all’ergastolo (condanna confermata anche nei due gradi di giudizio successivi). Izzo provò anche varie volte ad evadere. Nel gennaio 1977, tentò di evadere dal carcere di Latina assieme a Guido, prendendo in ostaggio il maresciallo delle guardie carcerarie, ma il tentativo non riuscì. Nel gennaio 1986, gli venne attribuito un tentativo di evasione dal supercarcere di Paliano. Il 25 agosto 1993, approfittando di un permesso premio, si allontanò dal carcere di Alessandria e riuscì ad espatriare in Francia. Venne poi catturato a Parigi a metà settembre ed estradato in Italia. Nel dicembre 2004, ottenne la semilibertà dal carcere di Campobasso, su disposizione dei giudici di Palermo, per andare a lavorare in una cooperativa. Il 28 aprile 2005, Izzo uccise Maria Carmela e Valentina Maiorano, all’epoca sotto protezione in provincia di Campobasso e rispettivamente moglie e figlia di Giovanni Maiorano, ex affiliato pugliese (poi pentito) della Sacra corona unita

-Marco Ahmetovic, rom di 22 anni, guidava il furgone della madre con un tasso alcolemico sei volte superiore al consentito.La sera del 22 aprile investì un gruppo di adolescenti di Appignano del Tronto che in scooter andava a prendere un gelato. I motorini presero fuoco, morirono in quattro.La Cassazione ha reso definitiva la condanna a sei anni, sei mesi e 20 giorni di reclusione per omicidio colposo.

I due esempi che ho riportato come esempio del sistema giudiziario statunitense sono sicuramente diversi da quelli italiani, ma sono indicativi di come in quel paese si possa parlare di condanne esemplari che, se confermate vengono fatte scontare. In molte occasioni sentiamo le notizie riguardanti a pene esemplari che vengono comminate negli USA, che in alcuni casi prevedono perfino la pena capitale. In italia invece è impossibile sentir parlare di condanne di quel tipo ed agli esempi di scarcerazioni scandalose che ho citato, se ne potrebbero aggiungere a centinaia.

Quando Berlusconi ha avvicinato Obama durante il G8, invece di lamentarsi della magistratura di sinistra, avrebbe dovuto chiedergli una copia dei testi relativi al “Common Law” (Sistema giuridico inglese in uso anche negli Stati Uniti) in modo da poterlo usare da esempio per introdurre la giustizia anche in italia. Per quanto riguarda il sistema giudicante, che è quello che il Premier intende rinnovare, c’era la riforma Castelli demolita dall’allora Ministro Mastella che poi è stato premiato dal PDL con un seggio in Europa.

SENTENZA DEFINITIVA PER LA STRAGE DI ERBA

La Cassazione ha confermato la condanna all’ergastolo per i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi, che diventa quindi definitiva. Premetto che spesso non sono un garantista, e che per i colpevoli di questa tremenda strage vorrei una pena che in italia non è nemmeno pensabile. Proprio per questo dovrebbe esserci la colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio. I miei dubbi e le mie opinioni su questo caso sono fondati solo sull’aver seguito le puntate di “Onda Libera” condotte da Giulio Cainarca su Radio Padania Libera, quindi non ho nessuna autorevolezza per farli valere. Tutti gli esperti citati ed ospitati nel programma di Giulio Cainarca hanno invece sia le competenze scentifiche e giuridiche, riconosciute anche a livello internazionale, per dimostrare la validità delle loro conclusioni, quindi trovo inquietante che non siano stati nemmeno presi in considerazione nè risolti troppi dubbi, più che ragionevoli e sostenuti da elementi concreti, sulla colpevolezza dei coniugi Romano. Ora non so cosa succederà, comunque spero non si tratti d’un imperdonabile errore giudiziario.

SENTENZA ThyssenKrupp

La Corte d’Assise di Torino ha condannato a 16 anni e mezzo per omicidio volontario l’amministratore delegato della ThyssenKrupp Harald Espenhahn. Io non commento questa sentenza, piuttosto mi chiedo perchè non si chiedano e non si prevedano condanne per omicidio volontario anche quando si verificano stragi compiute da conducenti ubriachi o drogati, nei casi di pestaggi che causano la morte dell’aggredito e per altri crimini troppo spesso trattati con clemenza, per esempio la pedopornografia. Sono quasi certo che i condannati della Thyssen saranno tenuti sotto osservazione, per verificare la certezza della loro pena, dagli stessi esponenti ed organizzazioni politiche che stanno esultando per la sentenza. Peccato che questi siano gli stessi che se ne strafregano dei delinquenti non sfruttabili a fini politici e delle loro vittime, e che sono sempre pronti a votare indulti ed amnistie che potrebbero riguardare anche quell’amministratore delegato.

MA QUALE GIUSTIZIA….

Non so se, e quanto, le leggi che riformano il sistema giudicante (perchè è inutile definirla giustizia) potranno favorire il premier, ma abbiamo un sacco d’esempi che descrivono la situazione attuale. Per quanto riguarda i tempi del nostro sistema giudicante, troppo spesso per i colpevoli rappresentano l’unica pena e per gli innocenti sono una pena devastante. Sarebbe anche ora di finirla di dire che in italia va in galera solo chi ruba una mela, perchè per andarci bisogna commettere reati che prevedono pene significative. Per questo motivo le nostre strade sono piene di delinquenti pluripregiudicati liberi di causare altri danni e tragedie. Dove non arrivano le storture del sistema, ci pensano benefici e cavilli indecenti a rimettere in libertà crudeli assassini, ed a permettere a bancarottieri di godere dei loro lussuosi beni. Chissà come mai tra i più accaniti oppositori alle leggi di riforma di questa materia ci sono esponenti di partiti che hanno votato indulti, che si preoccupano solo dei diritti di Caino, che hanno candidato o sostenuto persone già indagate o addirittura condannate. Per non parlare dei politici che sono stati miracolosamente schivati da inchieste pesanti, o coinvolti in altre che poi si sono arenate e finite nel dimenticatoio, che logicamente sperano che nulla cambi. Basterebbe chiedere ai cittadini se credono nel principio secondo cui “la legge è uguale per tutti”, e valutare le risposte, per capire che la misura è colma.