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PER DIFENDERE L’IMMIGRAZIONE TIRANO IN BALLO ANCHE IL DRAMMA DI MARCINELLE

Premesso che il presidente Mattarella non riesce a parlare di nulla senza tirare in ballo l’accoglienza dei migranti, ha paragonato i 136 minatori italiani morti a Marcinelle agli attuali invasori. Lo stesso hanno fatto, con parole simili, anche Alfano e Boldrini. Forse quei lavoratori si trovavano in miniera perchè non esistevano Hotel con comode sedie all’aperto, non c’erano negozi fuori dai quali mettersi a rompere le palle ai clienti, non avevano ancora inventato le sale delle Slot Machines, non sapevano come passare il tempo senza smartphone o tablet, oppure perchè se non facevano i lavori più umili e pericolosi non c’era nessuno che li manteneva?

Gli italiani che emigravano senza voglia di fare un lavoro onesto erano quelli che, invece di portarsi o comprare sul posto coltelli o machete, preferivano usare le lupare.

 

L’ACQUA C’E’, LA MANUTENZIONE ALLA RETE IDRICA NO

In questi giorni sentiamo tanto parlare dell’emergenza idrica, a causa del caldo stagionale accompagnato da precipitazioni scarsissime o assenti.

In questa tabella interessante e aggiornata all’anno 2015 (fonte ISTAT) vengono riportati anche i dati sulle perdite idriche delle reti di distribuzione di acqua potabile nei comuni capoluogo di regione. A quanto pare non manca l’acqua ma la manutenzione alla rete idrica, il che trasforma un’innegabile siccità in un’emergenza continua. Anche in questo caso vengono evidenziate differenze tra le varie aree della penisola.

Cliccare sull’immagine per vederla a grandezza naturale.

APPROFONDIMENTI SULLA CONDANNA DI MASSIMO BOSSETTI

Come avvenuto per altri casi (strage di Erba), non si ha la pretesa di sostituirsi a chi ha il compito di giudicare e nemmeno di avere la verità in tasca, ma la condanna di Massimo Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio ha lasciato una serie di ragionevoli dubbi.

Il nostro bravo Giulio Cainarca, dai microfoni di Radio Padania Libera, ha approfondito l’esito della sentenza con l’aiuto di esperti.

Qui di seguito potrete ascoltare le due parti della puntata andata in onda oggi 24-07-2018.

 

CIAO DODDORE, CI MANCHERAI TANTO

 

Ieri ci ha lasciato Salvatore Doddore Meloni, indipendentista sardo, morto per le conseguenze dello sciopero della fame e della sete che ha messo in pratica per oltre 60 giorni dal momento del suo arresto, avvenuto lo scorso aprile. Il motivo della condanna è stato evasione fiscale, perché considerava lo stato italiano come un occupante della sua terra, pertanto riteneva di non dover pagare nulla a chi si comporta da oppressore.

Il mondo è pieno di “rivoluzionari” che, una volta ottenuta una poltrona nel sistema che volevano demolire, abbassano i toni perché il cambiamento può attendere il tempo necessario per garantirsi un futuro agiato, derivante dai privilegi offerti proprio da quel sistema. Doddore ha scelto di non scendere a compromessi, ha perso i suoi beni materiali ed ha offerto alla causa il bene più prezioso: la sua vita.

La prima volta che l’ho incontrato è stata nell’agosto del 2010 nella sua splendida Sardegna, di lui mi colpirono il carisma, l’ironia, la generosità, ma soprattutto il fatto che conducesse la sua battaglia in modo pacifico e non violento, avvalendosi solo delle leggi italiane o internazionali che garantiscono diritti di autonomia e autodeterminazione. Per questo già in passato aveva trascorso 9 anni in carcere.

Purtroppo lo stato italiano e le sue leggi si preoccupano di garantire una morte dignitosa anche ai mafiosi, concedono gli arresti domiciliari a molestatori violenti che poi uccidono le loro prede, ma non hanno nessuna pietà di chi si macchia di reati d’opinione.

Voglio ricordarlo con questa frase che mi ripeteva spesso: “presto o tardi vinceremo la nostra battaglia perché noi siamo dalla parte della ragione”. Ciao caro amico.

In questa pagina del blog potete leggere qualcosa della storia di Doddore: http://www.affaripadani.info/malu-entu

Questa è la registrazione di un’intervista telefonica che gli ho fatto in collegamento dagli studi di Radio Padania Libera:

 

 

 

 

 

GIORNATA DELLA MEMORIA

Oggi è la giornata della memoria, per non dimenticare la vergogna del genere umano chiamata “olocausto”. Qualche bastardo dice che i populismi possono essere la spia d’allarme per il ritorno di tempi bui. Chi chiede un ritorno alla sovranità dei popoli, oppure difende il loro diritto di autodeterminazione, vuole proprio il contrario di quanto hanno imposto le dittature fasciste, naziste e comuniste, quindi i fallocefali dovrebbero quantomeno informarsi per non usare politicamente una tragedia come la “Shoah”.

AI CLANDESTINI I MILIONI AI TERREMOTATI I GELONI

L’ex caserma Serini di Montichiari (BS)
Tendopoli dei terremotati sotto il maltempo

 

 

 

 

 

 

Sapere che sono stati spesi 3 MILIONI E MEZZO di Euro per adeguare l’ex caserma Serini di Montichiari per dare ospitalità a qualche centinaio di clandestini, oltre a quelli sperperati in altre città, e vedere le immagini delle tendopoli dei terremotati sotto la neve fa girare tremendamente le palle. Un paese che tollera questa situazione non sarà mai la mia patria.

PRESIDIO PERMANENTE: LA SERINI AI CITTADINI

caserma-serini

Tra 2 settimane è previsto l’arrivo di 130 presunti profughi nella struttura dell’ex caserma Serini di Montichiari (leggi la notizia qui). Il costo per sistemare a struttura è di 3 MILIONI DI EURO e quello per mantenerli sarà di 140.000 EURO AL MESE. Speriamo che almeno stavolta i cittadini si muovano.

CENTRI SOCIALI E PRESUNTI PROFUGHI

centri-sociali-milano
Fonte www.ilgiornale.it

A Milano i centri sociali hanno festeggiato l’arrivo (di nascosto) di presunti profughi alla caserma “Montello”, sotto lo striscione “Qui nessuno è straniero”. E’ vero, tra gli estremisti di sinistra e i clandestini non ci sono differenze: sanno solo pretendere, voglia di lavorare e rispetto delle regole pari allo zero, amano farsi mantenere perché sono nati scrocconi, sono contro il capitalismo ma adorano le nuove tecnologie pagate dai paparini o regalate da chi si fa rimborsare con soldi pubblici.

I NUMERI DELL’INVASIONE NEL 2016

Condivido con i lettori del Blog i dati ufficiali del Viminale pubblicati dall’Assessore alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione della Regione Lombardia, Simona Bordonali, che confermano i numeri dell’invasione che stiamo subendo e l’enorme disparità tra il numero di richieste d’asilo e gli status di rifugiati realmente concessi. Da sottolineare anche le impressionanti cifre di non riconosciuti e irreperibili, soprattutto senza dimenticare che siamo ancora in una situazione d’alto allarme per il rischio terrorismo, che dovrebbe essere il presupposto per accogliere solo persone realmente identificabili e controllabili.

++ NUMERI UFFICIALI DEL VIMINALE ++


Solo nel 2016, sono 113.628 i clandestini riconosciuti (tanti quanti gli abitanti di Vicenza, per intenderci): 70.312 sono sbarcati e non hanno fatto richiesta d’asilo. Altri 43.316 sono risultati irregolari o irreperibili.

 

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