A MILANO IL BARCONE DELLA VERGOGNA

 

Il barcone naufragato il 18 aprile del 2015 al largo della Libia con 700 migranti a bordo, ancora oggi ospitato all’aperto nella base della Marina militare al pontile Nato nel porto di Augusta, dovrebbe trovare spazio a Città Studi a Milano, per diventare un museo dei diritti, con il “solo” costo di trasferimento per oltre 1.400 km di 500.000 €. Diritti di cosa? Di averli incentivati ad imbarcarsi su un relitto, facendo guadagnare gli scafisti, dimostrando di non riuscire a fermarne la partenza, con il risultato che ci sono stati altri 700 cadaveri in fondo al mare. Se proprio volessero fare una cosa assurda, ma in linea con l’obiettivo, dovrebbero portarlo fuori dal ministero degli esteri o della difesa con un grosso cartello con la scritta: a causa della complice incapacità del governo su questo relitto hanno trovato la morte altre 700 persone vittime di illusioni alimentate dall’industria della carità, che sono andate ad aggiungersi ad altre migliaia.

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