MARONI: IN PRIMAVERA IL REFERENDUM PER L’AUTONOMIA DELLA LOMBARDIA

Pubblico un ampio stralcio dell’articolo pubblicato da “L’Eco di Bergamo” nel quale Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, illustra il referendum per l’autonomia della nostra Regione con il quale si chiederà di ottenere uno statuto speciale. Sono indipendentista e, in quanto strenuo difensore dell’articolo 1 del nostro statuto, potrei dire che ci vorrebbe “benaltro” ma ogni passo utile ad avvicinarci alla meta, o a ribadire la nostra volontà di non essere più sudditi di uno stato che ci spreme e opprime, è ben visto e va pubblicizzato.

Per leggere la versione integrale dell’articolo potete cliccare qui, sul sito della fonte.

Abbiamo deciso di fare il referendum per l’autonomia e lo faremo. Ho deciso di farlo svolgere la prossima primavera in coincidenza delle prossime elezioni amministrative che riguarderanno Milano, Varese e tanti altri comuni della Lombardia, in questo modo si risparmiano soldi e si inducono i cittadini ad andare al voto. Si tratta di un appuntamento importante perché i cittadini dovranno decidere se sostenere o meno la nostra battaglia per avere una Lombardia a statuto speciale, che significherebbe tenerci qui i nostri soldi e risolvere così tanti problemi.

Perché fare il referendum per l’autonomia? Perché noi lombardi siamo troppo generosi, siamo persino abituati a mettere di tasca nostra, noi come Regione, i soldi che ci toglie il Governo, come accaduto per esempio nel trasporto pubblico locale, dove il Governo ha tagliato 150 milioni alle Province lombarde, questo significava bloccare tutto e noi come Regione, pur non essendo obbligati a farlo, ci abbiamo messo 130 milioni, di cui 10 necessari per il trasporto degli studenti disabili: era competenza delle Province e potevamo non fare nulla, invece siamo voluti intervenire senza fare polemica con il Governo, mettendo noi come Regione i soldi che il Governo italiano aveva tagliato. Ma così facendo il Governo continua a tagliarci i fondi e questo non è giusto. E non è giusto che la Lombardia sia la Regione più penalizzata: la CGIA di Mestre ha calcolato che il residuo fiscale della Lombardia, ovvero la differenza tra quanto i lombardi pagano ogni anno di tasse e quanto ricevono indietro dalla pubblica amministrazione, è di 54 miliardi l’anno, ovviamente il più alto tra tutte le Regioni. E questo non è giusto.

Noi lombardi riceviamo indietro il 68% di quanto paghiamo di tasse, mentre la Sicilia riceve il 120% di quanto i siciliani versano in tasse. È giusto? Ma io non pretendo neppure di essere trattato come la Sicilia, ma almeno come l’Emilia che riceve indietro il 75% di quanto versato in tasse, che per noi significherebbe 12 miliardi in più l’anno su un bilancio di 23 miliardi, significherebbe passare da 23 miliardi a 35. Considerando che tutti i ticket pagati dai lombardi valgono 500 milioni con 12 miliardi in più altro che cancellare i ticket, potremmo fare tutto, anche cancellare il ticket alle imprese che vale 8 miliardi l’anno. Io ho chiesto al Governo di essere trattati almeno come l’Emilia Romagna, è una richiesta che ho fatto prima a Letta e poi a Renzi ed entrambi mi hanno risposto no. Ma se io torno a Roma con il voto favorevole al referendum di 10 milioni di cittadini lombardi sarebbe tutto diverso.

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