A MILANO IL BARCONE DELLA VERGOGNA

 

Il barcone naufragato il 18 aprile del 2015 al largo della Libia con 700 migranti a bordo, ancora oggi ospitato all’aperto nella base della Marina militare al pontile Nato nel porto di Augusta, dovrebbe trovare spazio a Città Studi a Milano, per diventare un museo dei diritti, con il “solo” costo di trasferimento per oltre 1.400 km di 500.000 €. Diritti di cosa? Di averli incentivati ad imbarcarsi su un relitto, facendo guadagnare gli scafisti, dimostrando di non riuscire a fermarne la partenza, con il risultato che ci sono stati altri 700 cadaveri in fondo al mare. Se proprio volessero fare una cosa assurda, ma in linea con l’obiettivo, dovrebbero portarlo fuori dal ministero degli esteri o della difesa con un grosso cartello con la scritta: a causa della complice incapacità del governo su questo relitto hanno trovato la morte altre 700 persone vittime di illusioni alimentate dall’industria della carità, che sono andate ad aggiungersi ad altre migliaia.

BERLUSCONI VUOL DIRE SFIDUCIA, CON O SENZA NOTAIO

Andare da Berlusconi senza cappello in mano a mendicare, dopo le esperienze passate, secondo me significa due opzioni (ammesso che il cosiddetto centro destra vinca le elezioni):

1- si presenta un programma unico, si va da un notaio per registrarlo includendo la clausola che i partito che prenderà un voto in più deciderà il premier per realizzarlo. Malauguratamente Forza itagghia prende un voto in più, propone un premier filoburocrati europei e tutto il peggio del peggio e non cambierà nulla.

2- La Lega Nord prenderà un voto in più e proporrà il premier, nel caso ottenesse la fiducia delle camere potrebbero entrare in campo i ricattatori dello spread, i franchi tiratori, gli allarmi della presidenza della repubblica ad ogni provvedimento sgradito (vorrei vedere ogni volta i nostri rivolgersi al notaio per far valere il rispetto del punto del programma concordato, sottoscritto e non rispettato). A quel punto una persona amante del suo paese come Berlusconi, a malincuore, credo che si sacrificherebbe per il bene nazionale cedendo a un accordo con pezzi del centro sinistra, tagliando fuori la Lega Nord, il notaio, e la fiducia ottenuta dagli elettori.

Siccome non sono un esperto di politica, le mie potrebbero essere ipotesi totalmente sbagliate, ma una riflessione l farei.

PUIGDEMONT NON MERITA LEZIONI DAI CENTRALISTI NOSTRANI

 

Io non ho le competenze ne il diritto di giudicare il leader catalano Puigdemont per ogni sua dichiarazione o azione, spero che sappia cosa sta facendo perchè ha tutti gli occhi puntati addosso, ed ha l’occasione di essere d’esempio per chi ha un’anima indipendentista.

Purtroppo leggo e sento accuse pesanti nei suoi confronti, in particolare perchè sarebbe fuggito alle sue responsabilità  lasciando il popolo catalano in balia degli eventi.
C’è addirittura qualcuno che si è spinto a dire che Puidgemont meriterebbe rispetto solo se tornasse a Barcellona, per farsi arrestare e restare in carcere per 30 anni.
Io sono disgustato dal fatto che queste accuse arrivino da molti che hanno rinnegato la nostra linea indipendentista, però definiscono Puigdemont traditore degli indipendentisti catalani.
A quelli che invece vorrebbero vederlo subire un processo con relativa condanna, per mettere a prova la sua resistenza e integrità  portando esempi di “martiri” del passato, mi piacerebbe portare un esempio recente vicino a casa nostra. Qualche mese fa è scomparso l’amico Salvatore Doddore Meloni, a seguito dello sciopero della fame iniziato in carcere e proseguito ad oltranza fino al tragico epilogo, per la sua determinazione a non scendere a patti con lo stato italiano e continuare la sua battaglia indipendentista non violenta in Sardegna.
Dal momento dell’uscita della notizia della sua morte, ho letto una serie di attestati di stima nei suoi confronti e qualcuno lo definiva un eroe, ma purtroppo quelle stesse persone poi continuavano a predicarci che l’indipendenza della Padania è una battaglia fuori tempo e fuori luogo, che bisogna rafforzare gli stati nazione, oltre a sventolare il tricolore perchè l’itagghia è la loro patria e va salvata da nord a sud.

Non voglio dare lezioni a nessuno, ma chiedo solo un po’ di coerenza perchè non tutti quelli che leggono le nostre riflessioni hanno l’anello al naso.

LEGA NORD, OLTRE IL SIMBOLO C’E’ DI PIU’

 

Voglio sfidare le sentinelle che prendono nota dei post scomodi o sgraditi per ribadire un concetto. Io sono indipendentista convinto, non mi voglio impegnare direttamente per aiutare regioni che non considero meritevoli, ma sono anche realista e capisco la delicatezza del momento economico e sociale. Sulla questione del simbolo per le prossime politiche non mi fermo all’aspetto formale e sentimentale, anche se importanti, ma penso che i due movimenti (Lega Nord e Noi con Salvini) debbano essere distinti anche se alleati, in particolare perchè sappiamo tutti che fare politica in certe zone significa scendere a compromessi e si ha un’altissima probabilità d’imbarcare personaggi presunti onesti. Siccome abbiamo avuto l’esperienza di Belsito, credo che un altro caso simile significherebbe un colpo di grazia per il nostro movimento, mentre tenendo separate le due realtà ognuno sarà responsabile del suoi successi e dei suoi eventuali problemi.

Come leggo sui “social” le principali obiezioni a questo mio pensiero sono che anche in Padania ed in Lega Nord ci sono stati personaggi che non si sono comportati onestamente, oltre al fatto che la legge elettorale impone il simbolo unico.

Prima di tutto rispondo che dal momento che nessuno è immune da infiltrazioni di delinquenti, che prendono la politica come un affare dal quale guadagnare soldi facili, è meglio prevenire evitando di andare in un mulino nel quale sporcarsi è solo questione di tempo. Per quanto riguarda il simbolo unico mi chiedo: se si decidessero alleanze con altri partiti o movimenti bisognerebbe andare con un simbolo solo? Se vale per Noi con Salvini dovrebbe valere per tutti, in caso contrario basterebbe tenere distinti i due movimenti in un’eventuale coalizione, o al massimo dentro allo stesso simbolo mettere i due loghi lasciando ad ognuno la propria identità.

Immagino che, oltre alle sentinelle citate sopra, qualcuno prenderà queste mie opinioni come un attacco ad una linea politica o ad una persona in particolare, mentre sono solo convinzioni e perplessità che considero legittime dopo quasi 30 anni di impegno attivo più o meno frequente.  

AUTONOMIA LOMBARDIA FINALMENTE QUALCOSA DI CONCRETO

Prima bozza del testo sulla trattativa con il governo per l’autonomia della Regione Lombardia, a seguito del referendum del 22 ottobre 2017. Una bozza non ha un significato particolare, e non garantisce nessun risultato positivo finale, ma per la prima volta si ha una base concreta sulla quale lavorare e passare dalle parole ai fatti. I sei milioni di partecipanti al referendum hanno vinto la pigrizia e gli ordini di partito, ma ora si aspettano quantomeno l’impegno per tentare di raggiungere l’obiettivo e nulla dovrà più essere come prima del giorno della consultazione.

Ecco le immagini della bozza (cliccarci sopra per renderle leggibili):

 

 

 

 

 

 

IL M5S VUOLE PRENDERSI TUTTO IL MERITO DEL SUCCESSO REFERENDARIO

I referendum di Lombardia e Veneto sono stati un successo, anche se di proporzioni diverse. Fino a sabato sera molti nemici dell’autonomia invitavano a non andare a votare “perché è un referendum farsa della Lega Nord”. Da lunedì il tema  dei TG e di molti programmi d’intrattenimento, visto che i votanti totali sono stati circa 6 milioni, è diventato: “E’ stato un successo della gente perchè il referendum riguardava tutti e non solo la Lega Nord”.

Come al solito e come avviene dopo ogni consultazione politica, quasi tutti si dichiarano vincitori ma in questo caso Beppe Grillo sta andando giù pesante, confermando la sua arroganza e mancanza di argomentazioni serie.

Su suo blog ha scritto un post per avvalorare le proprie tesi, degne di un Matteo Renzi qualunque. Ecco un estratto di quanto pubblicato:

Estratto parte 2 – cliccare per leggere
Estratto parte 1 – cliccare per leggere

Questo è il commento che ho lasciato sotto al post e che è stato pubblicato:

Trovo paradossale, incredibile, comico che il Movimento 5 Stelle voglia attribuirsi i meriti del successo del referendum, attaccando la Lega Nord che è stata il promotore e il movimento che più si è impegnato per la campagna referendaria. Sarebbe interessante chiedere a 100 persone chi ha voluto quella consultazione, per ricevere la conferma di quanto sto affermando. Se alcuni cittadini che fanno riferimento al M5S sono andati alle urne, l’hanno fatto perchè credevano nel quesito e nei suoi obiettivi. Quando farete il vostro Tour elettorale in Sicilia spiegate bene perchè eravate a favore del referendum lombardo e veneto, magari chiedendo perchè invece in quella regione l’autonomia ha portato solo disastri.

SUCCESSO PER I REFERENDUM DI LOMBARDIA E VENETO

 

In Lombardia gli aventi diritto al voto sono 7.800.000 in Veneto sono 4.800.000. In base ai dati definitivi sull’affluenza al referendum, i lombardi che sono andati a votare sono circa 3.100.000 (39,5% degli aventi diritto) ed i Veneti circa 2.750.000 57,2% degli aventi diritto). Sicuramente si può fare di meglio e di più, ma se consideriamo la disinformazione fatta da alcuni partiti e dai media loro servi, il fatto che veniva spacciato come utile solo alla Lega Nord ed ai nostri governatori, veniva considerato un’inutile farsa, io considero il risultato molto buono. Portare a votare oltre 6 milioni di persone di vari orientamenti politici in un momento in cui l’antipolitica dilaga, non può essere ignorato dal governo e sarà una potente arma pacifica e democratica ad uso dei nostri Zaia e Maroni. Qualcuno in buona o cattiva fede continuerà a vedere solo il bicchiere mezzo pieno, ma un segnale tanto forte dalla cosiddetta parte ricca del paese farà molto rumore.

Un altro importante messaggio arrivato da 6 milioni di cittadini lombardi e veneti è che la cosiddetta questione settentrionale è tutt’altro che risolta, non che bisogna rinunciarvi per fantomatici obiettivi. Spero che TUTTI ne tengano conto, perché qualche milione sono più di 4 nostalgici, soprattutto perché qui si parla di “voti veri” e non di sondaggi.

 

E’ PARTITO IL TRENO CON MATTEO RENZI PER IL SUO “INSULTOUR” 2017

Grande successo di Matteo Renzi partito con il treno per il suo “INSULTOUR 2017”. Si vede che non gli bastavano gli insulti virtuali, ogni volta che apre un filo diretto con il popolo della rete, quindi ha voluto sentire con le proprie orecchie quello che pensa di lui la gente in carne ed ossa. Se non fosse bugiardo e arrogante farebbe quasi tenerezza.

Questo post sarà aggiornato ogni volta che verrà pubblicato un video che documenta le reazioni delle persone, perché di sicuro in molte altre località gli riserveranno un cocktail di benvenuto come si deve.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


REFERENDUM LOMBARDIA: COME E QUANDO SI VOTA

Stiamo per entrare nell’ultima settimana prima del referendum, quindi è utile ricordare che si voterà  negli stessi seggi dove si va per tutte le altre elezioni istituzionali il 22 ottobre dalle 7 alle 23, portando un documento d’identità valido. Il voto è elettronico attraverso un tablet e la procedura è molto semplice, come riportato nel video che segue reperibile anche sul sito ufficiale: http://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioRedazionale/istituzione/referendum-autonomia/chi-puo-votare-quando-come-si-vota

RESIDUO FISCALE BRESCIA E PROVINCIA

Questa tabella spiega nel dettaglio la suddivisione comune per comune dei 6,7 MILIARDI DI EURO che Brescia e Provincia regalano ogni anno a Roma sotto forma di residuo fiscale, cioè quanto paghiamo in più rispetto a quello che ci viene dato attraverso trasferimenti e servizi. A fronte di questa situazione, che va avanti da decenni senza che si vedano progressi nelle aree che maggiormente beneficiano di queste risorse, con il referendum sull’autonomia della Lombardia che si terrà il 22 ottobre si chiederà di trattare con il governo per trattenere sul nostro territorio una parte di questa enorme cifra. Non si tratta di egoismo ma di una richiesta più che legittima, visto che dietro ai numeri freddi c’è tantissima gente in carne ed ossa che si fa il mazzo dalla mattina alla sera e non merita d’essere continuamente spremuta.

 

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